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Il Parco Archeologico di Cuma

Cuma si trova a ridosso della costa campana. Fu un’antichissima colonia greca, poi diventata parte integrante dell’Impero Romano e, in seguito, preda di varie dominazioni. Il Parco Archeologico di Cuma è la testimonianza diretta di un’affascinante storia che affonda le radici nell’origine della civiltà europea, dove mito e storia si fondono in un suggestivo connubio.

Cuma

A pochi km da Napoli, sorge Cuma, la più antica colonia greca conosciuta e la più lontana dalla madrepatria. Fu presto conquistata dai Campani e poi dai Romani. Questi ultimi, vedevano nella città una fedele alleata e, durante la guerra civile, la trasformarono nella roccaforte dell’Imperatore Ottaviano. Diventata Municipio romano intorno al 200 a.C., nel corso della storia Cuma riuscì a resistere alle incursioni barbariche, salvo poi soccombere sotto i Bizantini e le scorrerie dei Saraceni, a seguito delle quali cominciò a giacere in stato di abbandono. Ciò che resta oggi della bellissima città greca ed ex colonia romana si trova nel suo Parco Archeologico.

Il parco archeologico di Cuma

A seguito di ingenti lavori di scavo in questa zona dei Campi Flegrei, Cuma rivide la luce. Nel 1927, nacque il Parco Archeologico di Cuma, i cui primi ritrovamenti furono gli edifici principali dell’antichissima acropoli. Numerosi e successivi scavi, poi, permisero di ampliare notevolmente la conoscenza relativa al sito e di portare alla luce la sua effettiva espansione, oggi stimabile in 50 ettari.

L’acropoli

Al Parco, oggi è possibile visitare l’acropoli, costituita da due zone che accolgono i resti degli edifici e delle altre strutture della vecchia città. Alle pendici della collina, nella zona bassa, vi è il famoso Antro della Sibilla Cumana, autentico gioiello del sito ancora avvolto tra mistero, mito e leggenda. Vi sono, inoltre, il Foro, le Terme del Foro, la Necropoli Monumentale, la Crypta Romana e molti altri resti. Nella parte alta, salendo sulla rocca, vi sono la Torre Bizantina, il Tempio di Giove (Terrazza Superiore) e il Tempio di Apollo (Terrazza Inferiore). Secondo la leggenda, quest’ultimo fu costruito da Dedalo, personaggio della mitologia greca, grande scultore e architetto.

Il mito dell’antro della Sibilla

L’antro della Sibilla è una galleria alta circa 5 metri e lunga 130, composta da diverse diramazioni che si aprono su entrambi i lati. Alcune sono cieche, presumibilmente per dare luce e aria. Altre, invece, si suppone fossero usate in epoca romana come cisterne, poi come luogo di difesa e, infine, come luogo di sepoltura. Tuttavia, ciò che affascina della grotta è il mito che la avvolge. Secondo la leggenda, in questo luogo aleggerebbe la voce dell’oracolo della Sibilla Cumana che guidò Enea nel suo viaggio. Così, il mistero che avvolge la funzionalità di questa struttura, affiancato dalla leggenda dell’oracolo, lo rendono un luogo affascinante e suggestivo, nonché meta di grande interesse turistico.

La Torre Bizantina, una magica veduta

Salendo verso la sommità dell’acropoli, vi è la Torre Bizantina, fortificazione frutto del rifacimento adoperato durante il periodo di dominazione bizantina della città. Proseguendo verso l’alto, si giunge ad un punto panoramico da togliere il fiato: da un lato, si ha la veduta del Golfo, mentre dall’altro si può osservare tutta la parte pianeggiante della città con una visuale amplissima. Infine, oltrepassando la Torre, si può sostare sulla terrazza panoramica del Belvedere. Costruito su antichi resti romani, lo spazio offre un momento di sosta e, insieme, un punto di osservazione privilegiato: da qui, si scorgono Ischia, Procida e il paesaggio a sud di Cuma, fino Miseno e al Lago Fusaro.

I due Templi

Incamminandosi sull’antica Via Sacra, vi sono due terrazze dove sorgono i due templi sinora rinvenuti dagli scavi. La Terrazza Inferiore, nota come Tempio di Apollo, è un complesso di edifici sacri che costituiva un vero e proprio santuario. La sua costruzione seguiva le linee dei templi greci: un tempio principale, una cisterna greca e altre piccole vasche per i rituali. In età augustea, il Tempio venne demolito per poi essere riedificato con l’aggiunta di elementi architettonici romani. Il nome deriva dal ritrovamento di un altare dedicato al dio Apollo. Risalendo tutta la collina, si giunge alla sommità dell’acropoli, ove vi è il Tempio di Giove. Entrambi i templi risalgono al VI secolo a.C., hanno subito ristrutturazioni romane e, in seguito alla diffusione del cristianesimo, sono stati trasformati in chiese.

Il Foro e le Terme

Il Foro è il cuore pulsante dell’antica città. È una grossa piazza rettangolare pavimentata, costellata di antiche botteghe ed edifici pubblici, dove avvenivano le principali attività cittadine, commerciali e politiche. Presumibilmente, il Foro che vediamo oggi risale ad una costruzione di età romana adoperata sullo stesso spazio dove un tempo sorgeva l’agorà greca. A Nord della piazza, sorgono le Terme del Foro, posizione centralissima che fa supporre l’utilizzo pubblico del servizio.

Come raggiungere Cuma da Al Chiar di Luna

La bellissima Cuma dista meno di 10 km dalla nostra struttura. Puoi raggiungerla in circa 15 minuti di tragitto con auto o taxi.

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