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Arco Felice: un autentico esempio di ingegneria romana del I secolo dopo Cristo

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Oltre alla storia, dietro a questo fornice si celano il progresso, l’ingegno e la civiltà di un popolo: gli Antichi Romani. Un’opera che ne testimonia la gloria e che affonda le sue origini tra realtà e leggenda. Scopriamone insieme i dettagli, catapultandoci indietro di circa 2000 anni.

ARCO FELICE 

L’Arco Felice sorge nell’omonima frazione del comune di Pozzuoli, nell’area dei Campi Flegrei. Dunque, è questa straordinaria opera di ingegneria a dare il nome alla località e non il contrario. Quanto al nome, ma soprattutto all’aggettivo “felice”, come sempre accade in queste zone ricche di fascino, la realtà si fonde con il mito. Secondo una leggenda, passando sotto l’arco, gli innamorati che si fossero baciati sarebbero stati felici in eterno. Un elemento piuttosto fiabesco che arricchisce la nostra immaginazione in un viaggio indietro nel tempo, ripercorrendo il cammino di chi ci ha preceduto.

Il territorio, infatti, presenta una dovizia di testimonianze del nostro glorioso passato: orme indelebili che grandi civiltà come gli Antichi Romani hanno lasciato.

Ancora oggi, percorrendo la strada che collega l’attuale Pozzuoli e l’antica Cuma, possiamo passare sotto l’Arco Felice, dove un tempo transitavano le legioni romane.

L’Arco Felice, opera di potenziamento della rete viaria dell’Impero

L’arco fu realizzato per volontà dello stesso imperatore romano Tito Flavio Domiziano, l’ultimo della dinastia flavia intorno al 95 d.C. Come sappiamo, i Romani edificarono infrastrutture di enorme importanza in tutto il mondo: acquedotti, ponti e strade. Ed è in questo contesto, che si va ad inserire il progetto di incremento e ulteriore sviluppo della rete viaria dell’impero. In tal modo, l’arco consentì il passaggio alla Via Domitiana, arteria fondamentale che collegava rapidamente Napoli e Roma.  La Domitiana, diramazione della Via Appia, costeggiava il litorale flegreo proseguendo fino a Pozzuoli e Napoli. Un tratto minore, invece, giungeva a Cuma e Miseno.

Pozzuoli, l’antica Puteoli, rivestiva un’importanza strategica di tutto rispetto. Con il suo porto commerciale e uno dei mercati più grandi dell’epoca, era tra le città principali dell’impero.

Un passaggio monumentale nel Monte Grillo

Dopo questo brevissimo excursus, non ci resta che parlare della sua esecuzione.  Questo passaggio monumentale, dal 1 secolo d.C. rappresenta l’accesso alla città di Cuma.  Sembra che fu necessario allargare il taglio del monte, ampliando la gola che divideva in due la collina denominata Monte Grillo, scavata probabilmente secoli prima dai greci.  In tal modo, si andava a configurare la sua duplice funzione: contenimento contro possibili frane e smottamenti e, non meno importante, collegamento tra i due versanti del Monte Grillo.  Successivamente, assunse anche un ruolo difensivo, convertendosi in un simbolo: la leggendaria porta della città di Cuma venendo da Pozzuoli.

La struttura dell’antico Arco Felice

Il maestoso manufatto, realizzato in laterizi ed originariamente rivestito con lastre di marmo, è alto 20 metri e largo 6.

L’arco constava di un alto fornice sormontato e contraffortato da due ordini di archi minori di scarico. Il fornice principale era sovrastato, inoltre, da un arco a tutto sesto. Gli elementi verticali portanti, per la precisione i piedritti, su entrambi i lati, erano dotati di due nicchie concepite per ospitare delle statue.  Nel corso dei secoli, l’aspetto originale è profondamente mutato a causa di numerose modifiche apportate. Il rivestimento marmoreo è praticamente scomparso, gli archi superiori vennero murati intorno alla prima metà del XVIII secolo. Dell’originario ingegno romano, restano visibili solamente l’intradosso e, parzialmente, la facciata occidentale.  Tuttavia, nei pressi dell’Arco Felice, si conserva ancora oggi un tratto dell’antica Via Domitiana, con il lastricato dell’epoca e costeggiato dai paracarri in pietra.

Ciononostante, respirare l’aria in questi luoghi pregni di storia e cultura è un’esperienza meravigliosa: un viaggio nel tempo in un passato a dir poco trionfale.

L’Arco Felice dista appena 10 km da Al Chiar di Luna e si può raggiungere facilmente in auto.

QUANTO DISTA DA AL CHIAR DI LUNA

L’Arco Felice Vecchio dista circa 9 km da AL CHIAR DI LUNA, qui puoi trovare le indicazioni:

PERCHE’ ABBIAMO CHIAMATO QUESTO PUNTO DELLA NOSTRA STRUTTURA “ARCO FELICE”?

Così come l’Arco Felice vecchio rappresenta una testimonianza di una storia antica così questo ingresso è il segno della nostra storia di 65 anni di amore per l’accoglienza.

Da tre generazioni mettiamo tutta la nostra passione nel settore gastronomico e alberghiero.
Abbiamo creato Al Chiar di Luna con l’intento di offrire servizi di qualità nell’accoglienza, nella ricettività e nella ristorazione à la carte.
Con dedizione e semplicità ci impegniamo per creare momenti indimenticabili.

Sei curioso di sapere qualcosa in più sulla nostra storia aziendale? Approfondisci con questo nostro racconto!

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