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le twins towers di new yorkL'11 settembre non è una data qualsiasi. L'attentato alle Torri Gemelle è, per chi ha vissuto quei giorni, lo spartiacque tra un “prima” ed un “dopo”. A ricordarcelo, sin dalla fine settimana scorsa, sono un po' tutti i mezzi di informazione radiotelevisivi, carta stampata, web. Speciali on-line, eventi, inchieste, fotoreportage, interviste, approfondimenti: di tutto di più, per riportare la memoria planetaria a rivivere quell'11 settembre del 2001. Molta retorica, diciamocelo: si ha l'impressione di subire un martellamento dei sentimenti finalizzato a semplici operazioni commerciali. E un po' infastidisce.

Tuttavia, è una ricorrenza decennale che tocca profondamente la coscienza collettiva. Le immagini riprese in diretta televisiva degli aerei che si schiantano nelle Twins Tower sono scolpite nella memoria di tutti, così come la nuvola di fumo che si sprigiona dopo il crollo delle Torri o le strazianti scene di chi, intrappolato nel grattacielo, sceglie di lanciarsi nel vuoto.

 

 

 

Immagini crude, forti, durissime che hanno probabilmente persino oscurato gli altri due attentati dell'11 settembre: mancano in effetti immagini del volo United Airlines 93, ma diventato ben presto un film sull'eroismo dei passeggeri in rivolta. Ancor meno si sa dell'aereo finito contro il Pentagono dove pure non saranno mancate le videoriprese, trattandosi del luogo più sorvegliato del mondo.


Ma l'immagine che più riassumerà quella tragedia sarà probabilmente quel collage di fotografie con i volti delle quasi tremila vittime degli attentati.
Ai quali andrebbero aggiunti poi quelli dei tantissimi ragazzi morti nei conflitti che ne sono scaturiti.

 

mosaico dei volti delle vittime dell'11 settembre

Ripercorrendo questi dieci anni, infatti, non si può fare a meno di ricordare le due guerre in Afghanistan e Iraq alla caccia di quelli che furono indicati, in momenti diversi, come i responsabili e mandanti degli attentati dell'11 settembre dall'amministrazione americana guidata da George Bush: Osama Bin Laden e Saddam Hussein.
Dieci anni, però, sono anche sufficienti per poter guardare a quegli eventi con quel minimo di distacco che impone una rilettura critica degli eventi, senza lasciarsi sommergere dalle emozioni. E in tal senso, domenica scorsa, forse per la prima volta ad un grande pubblico, è andato in onda un reportage di grande spessore (su raitre) in cui si dava conto anche dei tanti quesiti irrisolti della tragedia dell'11 settembre. Quesiti che sono stati posti non soltanto da chi si è lasciato affascinare dalla teoria del complotto, ma dagli stessi parenti delle vittime degli attentati.
Forse è ancora presto per conoscere tutta la verità sull'11 settembre.

Ma intanto, nel decennale della tragedia, riteniamo doveroso esprimere un pensiero di vicinanza ai parenti delle 2974 vittime, di ben oltre 70 nazionalità diverse e, soprattutto, alla comunità americana, tanto cara a noi montesi.

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