I Campi Flegrei
La terra del mito per eccellenza è quella dei Campi Flegrei. È l'area a nord di Napoli, racchiusa dalla caldèra che si sviluppa da Capo Posillipo e che si estende fino all'Epomeo. L'epicentro è la Solfatara, il vulcano "vivo" che permette di vedere da vicino il ribollire delle viscere della terra. Ma da Pozzuoli a Bacoli, da Quarto a Monte di Procida, è tutto un susseguirsi di scenari in cui la natura si intreccia con le testimonianze storiche delle varie civiltà susseguitesi, fino alle suggestioni della leggenda e del mito.
Come l'Ade, la porta degli Ínferi, lì a ridosso del lago d'Averno, lo specchio d'acqua sorvolando il quale gli uccelli morivano.
O come l'antro della Sibilla, un anfratto scavato nella pietra dove questa figura femminile a metà tra la veggenza e la magia emetteva vaticini ed oracoli.
E l'Acropoli di Cuma, dove secondo la leggenda approdò Enea, dando vita a quella Magna Grecia che rappresenta la culla della civiltà occidentale.
Per non parlare delle suggestioni della Baia Imperiale, sommersa nei fondali flegrei a causa del bradisismo, il fenomeno vulcanico che periodicamente elèva ed abbassa il livello del mare lungo la costa.
E cosa dire dell'oasi del Monte Nuovo, il più giovane vulcano d'Europa, emerso nell'arco di tre soli giorni nel 1538.
E poi, le tantissime testimonianze dell'epoca romana che rappresentano un museo naturale che ha poco da invidiare ad altri siti archeologici: l'anfiteatro Flavio a Pozzuoli, il terzo per dimensione in Italia; il Tempio di Serapide o quello di Nettuno; l'Arco Felice; le Cento Camerelle; la Piscina Mirabilis, autentico miracolo ingegneristico che riforniva di acqua l'intera flotta imperiale di stanza a Miseno.

Per non parlare del Palazzo d'Avalos o dell'intero Rione Terra col Tempio di Augusto. O del Castello Aragonese di Baia o della Casina Vanvitelliana al Fusaro, il lago dell'antica Palus Acherùsia.
E tanto altro ancora...
Insomma, i Campi Flegrei, la Terra Ardente... la storia, il mito, la natura.
